UN FORMAGGIO COSÌ PARTICOLARE PUÒ ESSERE DESTINATO AD ALTRI PIATTI, OLTRE CHE ALLA CLASSICA INSALATA GRECA
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Impanata e fritta. Anche i greci non è che la mangino solo in insalata, la feta. Impanata nell’uovo e farina, o solo nella farina, l’importante è che sia fredda e tagliata non troppo sottile, per impedire che della feta vi rimanga nel piatto solo l’acqua di governo. Il tocco finale è dato da uno spicchio di limone che sgrassa, o da un assaggio di composta agrodolce al vino: antipasto perfetto per una sera d’estate.
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Sbriciolata sulla pasta o altri primi piatti. Senza nulla togliere agli amanti della ricotta salata e agli estimatori delle insalatone di riso da spiaggia: la feta su un primo ci può stare. Sbriciolata all’ultimo momento su una trofia alle zucchine e olive, o a piccoli tocchetti su una insalata di lenticchie fredda con peperoni, può svoltare un piatto come forse potrebbe la penultima figurina dell’album Panini.
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Nella torta rustica. Non è il suggerimento più originale della lista, ma se lo fa Cristina Parodi chi sono io per non consigliarvelo? Basta un rotolo di sfoglia, feta come se piovesse e una verdura a scelta tra spinaci, zucchine, biete, cicoria e magari anche del radicchio (a patto che troviate una nota dolce per stemperare gli accordi piccanti del tutto, come delle uvette o delle mele). Un po’ di spezie per limitare il solito sale e vi chiameranno nelle cucine di Masterchef. Quasi.
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Con la frutta. Avete mai provato l’anguria condita con la feta? Se vi manca, aggiungete questa insalata alla to do list della prossima settimana, visto che è anche un piatto comodo da portare in ufficio o a un picnic. A essere arditi, aggiungete della cipolla rossa a rondelline; nella versione social, basta una spremuta di limone e poca parsimonia con la menta spezzettata a mano per completare il piatto.
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Negli involtini di pasta phillo. Se non volete insistere con le zucchine, provate un ripieno di melanzane sminuzzate, menta e feta per riempire i triangolini di pasta phillo da servire come aperitivo o per farne una versione alternativa al cannolo siciliano negli antipasti della bella stagione. L’importante è la cottura sapiente per valorizzare la croccantezza della sfoglia, ça va sans dire.
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Sulla griglia. Se grigliamo tofu, seitan e polpette di ceci, non vedo ostacoli alla grigliatura della feta. Sul contorno lascerei libera scelta, sul topping mi permetto di aggiungere che – oltre al filo d’olio EVO e ad una spolverata di origano – male non starebbe un trito di peperoncino fresco, buccia di limone e timo. Se poi tenete un paio di pomodori rossi e una pita a portata di mano, io non vi ho detto niente.
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Come hamburger vegetariano. Alla feta non si mettono limiti, come ai cappellini della regina Elisabetta. Basta compattare della feta sbriciolata con della rapa rossa a pezzettini, un uovo, qualche erba aromatica e del pangrattato e passarli in forno. Tra il colore allegro e la possibilità di farne un pasto diverso dal solito, potreste avere anche ispirazioni per la mise al prossimo torneo di Wimbledon.
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Nella salsa dip. Oltre alla maionese, oltre al ketchup e alla salsa rosa, il mondo mangia e inzuppa cibi in un sacco di altre salse. Una di queste potrebbe essere fatta benissimo con feta e un avocado, oppure con delle semplici zeste di limone, delle teste d’aglio, del peperoncino fresco e un abbondante filo d’olio.
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Nelle polpette. Ci sono le polpette delle nonna, e poi ci sono tutte le altre polpette. Che sono sempre fatte di avanzi e ricicli e fondi del frigorifero, ma si chiamano in maniera diversa, cioè non sono le polpette della nonna. Queste potrebbero essere impastate su base di quinoa, dell’uovo, degli spinacini freschi e della feta che si incontrano per caso, un po’ come Licia di Kiss Me Licia.
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Nel dessert o in insalate a base dolce. Basta poco per valorizzare quella punta piccantina della feta. Se con le pere è facile intuire un’intesa, non possiamo esimerci dal segnalare uno splendido connubio fatto di miele, feta e fichi zuccherini, specie se ben maturi e sensuali, esaltati da un crumble di mandorle e menta e magari coronati da un bicchierino di Porto giovane.










